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Balotelli in Nazionale, l’elogio del nulla del calcio azzurro

Mario Balotelli

Se Roberto Mancini, mentore di Super Mario dal suo esordio, riporta Balotelli in nazionale, certifica la crisi degli attaccanti nostrani

Mario Balotelli di nuovo in Nazionale? Pare proprio di si. Dalle notizie che trapelano in queste ore sembra infatti che il CT Roberto Mancini sia intenzionato a convocare Mario Balotelli nel gruppo di calciatori per lo stage di preparazione in vista del doppio confronto di spareggio con cui la Nazionale si giocherà l’accesso ai Mondiali di Qatar 2022 contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo.
Per Balotelli si tratterebbe, alla soglia dei 32 anni di età, di un ritorno in azzurro, dopo anni di assenza seguiti all’eclissi, prematura, della sua stella calcistica.
Una stella solo a tratti veramente luminosa, molto più spesso attesa, invano; che comunque oggi non brilla poi troppo. 
Ingaggiato a parametro zero lo scorso 7 luglio 2021 dai turchi neo-promossi dell'Adana Demirspor, firmando un contratto triennale. In Turchia, campionato assimilabile, per livello, alla nostra Serie B, va a segno 5 volte nelle prime 10 partite.
Ciò gli potrebbe valere la riapertura delle porte della Nazionale; una riapertura che, a dire il vero, pare più un tentativo di Mancini, estimatore di Balotelli sin dai suoi esordi, di tappare una falla sistemica del calcio italiano che da qualche anno non esprime più grandi centravanti. Siamo infatti passati dalla concomitanza di Vieri, Inzaghi e compagnia cantando, a sperare nella maturazione e consacrazione dei vari Scamacca, Raspadori, Kean e nient’altro. 
Ma anche in questa penuria, quanto ha senso puntare sul Super Mario che, rispetto ai suoi tempi migliori, l’unica cosa in cui pare migliorato, è quella di aver finalmente mitigato i suoi colpi di testa in campo e fuori?
Lui è uno che gran parte del suo talento lo ha bruciato. Vincitore, a livello giovanile, di un Campionato Primavera e un Torneo di Viareggio nelle file dell'Inter, nell'arco di tre stagioni in prima squadra, portato su da Roberto Mancini, ha conquistato tre scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana e una Champions League. Pareva in rampa di lancio per un futuro da star di primissima grandezza tanto da trasferirsi nel 2010 al Manchester City, allenato ancora da… Roberto Mancini. In Inghilterra ha ampliato il proprio palmarès con una Premier League, una FA Cup e una FA Community Shield ma non ha mantenuto le attese. Torna in Italia nel 2013 al Milan che però lo lascia andare nel 2014 al Liverpool dove la sua involuzione è totale. Si trasferisce nel 2016 in Francia dove il flop è doppio, con il Nizza e il Marsiglia, Nel 2019 torna in Italia, in Serie B con il Brescia che in estate lo svincola. A dicembre 2020 scommette su di lui il Monza di Berlusconi e Galliani ma i risultati non arrivano e la scorsa estate resta senza squadra fino all’arrivo all’Adana Demirspor
 
24 Gennaio
Autore
Luca Morazzano

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