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Calcestruzzo, mai più crepe. Si lavora all'autoriparante

crepa nel calcestruzzo

PoliMi coordina studio europeo per progettare calcestruzzo autoriparante. Per l'edilizia è una rivoluzione

Progettare un calcestruzzo autoriparante e ottenere dal calcestruzzo in stadio fessurato una durabilità superiore almeno del 30% rispetto ai convenzionali calcestruzzi ad alte prestazioni. E’ questo uno degli obiettivi del progetto Horizon2020 ReSHEALience, finanziato dalla Commissione Europea, coordinato dal professor Liberato Ferrara del Politecnico di Milano, e che vede, fra gli altri, una forte sinergia con l’Universitat Politecnica de Valencia. Il Politecnico di Milano spiega che "migliorare le prestazioni dei materiali cementizi con la capacità di estendere la funzionalità del materiale e delle strutture in scenari estremamente aggressivi e ridurre le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, può altresì consentire di superare i consueti limiti - 50 anni - degli attuali codici di progettazione".

La durabilità dei materiali cementizi diventa così una “prestazione” da progettare attraverso la sinergia della composizione del materiale e della concezione strutturale. ReSHEALience sta validando nuovi compositi cementizi con capacità di autoriparazione strutturale con riferimento allo stadio fessurato, che è il normale stato di servizio di una struttura in calcestruzzo armato. Per fare questo i ricercatori hanno “ingegnerizzato” la durabilità del calcestruzzo attraverso componenti alla micro- e nano-scala quali additivi cristallini, nanofibre di allumina, nanofibre e nanocristalli di cellulosa, capaci di potenziare la capacità del materiale di autoripararsi.

Con questi studi si è quindi passati da un concetto di durabilità del materiale intesa come protezione passiva dagli agenti aggressivi esterni verso una visione “attiva” di tale prestazione. Il PoliMi sottolinea infine che "nella fase di validazione sono state realizzate, con i materiali cementizi ad elevata durabilità sviluppati nel progetto, sei strutture pilota in scala reale che sono in 'opera' di cui 2 in Italia, 2 in Spagna, 1 in Irlanda e 1 a Malta e, nelle reali condizioni di esercizio strutturale, sono costantemente monitorate mediante una estesa rete per verificarne l’andamento delle prestazioni nel tempo."

4 Ottobre
Foto: pixabay
Autore
Luca Morazzano

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