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Fede e Scienza, si parla di clima in Vaticano

il Vaticano, Roma

Il ministro degli esteri italiano Luigi Di Maio sottolinea la centralità del ruolo dei giovani nella transizione ecologica

Anche in Vaticano si parla di ambiente, clima e transizione energetica. Lo ha fatto il ministro degli Esteri del governo italiano intervenendo presso la Santa Sede all'evento ‘Faith and science: towards Cop26’: “Come Presidenza G20 e partner del Regno Unito per la Cop26, l’Italia è in prima linea per accelerare la transizione energetica verso la neutralità climatica entro il 2050. Consideriamo gli appuntamenti che stiamo ospitando durante questo anno, tappe importanti nel percorso negoziale verso Glasgow'”.

Il titolare della Farnesina ha poi aggiunto riferito all’essenzialità della partecipazione dei giovani quando si parla di futuro e di cambiamento climatico: “Abbiamo deciso di porre i giovani al centro di tutti gli appuntamenti che riguardando la politica climatica e ambientale. La presenza, in questa sede, dei giovani dello Youth4Climate, appena conclusosi a Milano, è tutt’altro che simbolica. Come Governo abbiamo fortemente voluto l’evento di Milano, così da permettere a ragazze e ragazzi di presentare le loro proposte ai 'grandi della Terra' che parteciperanno alla Conferenza di Glasgow. Durante questo anno l’Italia è stata protagonista dei principali eventi multilaterali, ospitando il Global Health Summit, detenendo la Presidenza del G20, e lavorando da co-partner di UK alla Cop26. In questa prospettiva, abbiamo deciso di porre al centro di tutti questi appuntamenti, i giovani''. Di Maio ha quindi aggiunto che ''come contributo dell’Italia alla Conferenza sul Futuro dell’Europa, ospiteremo a novembre a Roma il Forum dei giovani Unione Europea-Balcani, attraverso cui i giovani dei Paesi che ambiscono ad entrare nell’Unione Europea potranno già contribuire a migliorarla”.

“L'azione dell’Italia nel Mediterraneo rivolge particolare attenzione al nesso clima-sicurezza ed è cruciale il contributo dei leader religiosi nella sfida ambientale, per favorire l’assunzione di responsabilità da parte di ogni cittadino del mondo, al di là della specifica appartenenza religiosa” ha continuato Di Maio che ha poi conlcuso: “La 'just transition' alla quale i Governanti sono chiamati a dare il loro contributo non è solo ambientale. Essa può e deve rappresentare un cambiamento epocale, non solo con riferimento all’attenzione per il Creato, ma anche alla cura dei più deboli: dagli ultimi, a coloro che la pandemia ha reso più fragili, ai nuovi poveri”.

L'appello per il clima firmato da tutte le comunità religiose è, ha detto Di Maio rivolgendosi al Pontefice, un “messaggio che assume un valore ancora più importante nel giorno in cui la Chiesa cattolica celebra San Francesco, il cui nome Lei, Santo Padre, ha scelto per sé all’inizio del Suo pontificato. Una figura che continua, al di là delle convinzioni di ciascuno, a ispirare la ricerca di un modello che coniughi sviluppo economico e sociale, e salvaguardia del Pianeta”.

4 Ottobre
Autore
Luca Morazzano

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