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Zakaria faro delle Juve, ombra della Serie A

Juventus Zakaria - Vlahovic

Il neo centrocampista bianconera ha tutte le carte in regola per prendersi le chiavi della mediana della Signora, ma può succedere solo in Italia

Mentre tutti i titoloni e le attenzioni sono dedicate a Dusan Vlahovic, il capocannoniere serbo della Serie A che dopo 17 gol con la maglia della Fiorentina, nei giorni scorsi si è trasferito alla Juventus con cui ha bagnato la gara di esordio con il gol che ha avviato la vittoria con il Verona, forse è bene condurre un ragionamento sull’altro acquisto del mercato invernale della Signora, ovvero Denis Zakaria.

Denis Lemi Zakaria Lako Lado, questo è il suo nome completo, è un calciatore svizzero, nato il 20 novembre 1996 a Ginevra, in Svizzera, alto 1,91 m e che pesa 81 chilogrammi.

La Juventus lo ha acquistato per dare geometrie e fisicità al proprio centrocampo, reparto in cui la squadra bianconera maggiormente aveva mostrato delle lacune nel corso della stagione.

Le caratteristiche di Zakaria sono proprio quelle di un frangiflutti del gioco avversario, capace velocemente a trasformare la fase difensiva in offensiva adempiendo a quei compiti che quelli bravi definiscono transizione.

Zakaria ha debuttato anche lui con la maglia bianconera contro il Verona e anche lui ha bagnato il debutto con il gol. Un gol che, a dire il vero, è almeno per metà merito di Alvaro Morata.7Ma il punto non è questo; il punto è che Zakaria si candida a diritto, e anche mister Allegri lo ha già implicitamente ammesso, a prendere in mano le chiavi del centrocampo della Juventus, squadra che ha inanellato 9 scudetti in Italia negli ultimi dieci anni, attualmente quarta in classifica e in corsa Champions.

Zakaria arriva, ad un prezzo di mercato decisamente abbordabile grazie al suo status di giocatore in scadenza di contratto, dal Borussia M’Gladbach, squadra che in Bungesliga è in tredicesima posizione, appena un punto sopra alla zona retrocessione in un campionato a 18 squadre.

Ecco, qui si apre il margine per impostare un ragionamento sull’effettivo valore tecnico e agonistico del campionato italiano al giorno d’oggi.

Un centrocampista, bravissimo e giovane, di una squadra che nel campionato tedesco gioca per evitare di rimanere invischiata nella zona retrocessione, in Italia può tranquillamente giocare come perno del centrocampo di una delle squadre più ambiziose.

Di certo non potrebbe però succedere il contrario e l’esempio è presto fatto. Il Borussia M’Gladbach in Bundesliga occupa una posizione di classifica paragonabile in Serie A a quella che attualmente occupano l’Udinese o lo Spezia. Con il massimo rispetto per entrambe, quale dei loro centrocampisti, prelevato così di colpo, potrebbe essere piazzato in mezzo al campo all’interno dell’undici di una delle prime di Germania (Bayern Monaco, Borussia Dortmund), o di Spagna (Rela Madrid, Barcellona, Siviglia, Atletico Madrid) o Inghilterra (Manchester City, Liverpool, Chelsea o Manchester United).

Con tutta la benevolenza possibile per Arslan, Jajalo, Makengo (Udinese) o Kiwior, Kovalenko, Sala (Spezia), non pensiamo possano asporare oggi ad essere titolari nel centrocampo di nessuna delle squadre elencate.

7 Febbraio
Autore
Luca Morazzano

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