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La Toscana rivede i regolamenti dell’edilizia

Casa progetto

In Commissione Territorio e Ambiente modifiche significative della disciplina all'esame in commissione

La Toscana si muove per rivedere la i regolamenti riguardanti il rilascio delle concessioni edilizie. Una ripresa dei lavori, in Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Lucia De Robertis (Pd), all’insegna della collaborazione tra Consiglio e Giunta regionale.

Gli assessori regionali Monia Monni e Stefano Baccelli hanno illustrato due proposte di legge, rispettivamente in merito alle disposizioni urgenti per il rispetto degli obblighi derivanti dall’appartenenza alla Comunità europea, e la disciplina della fase di autorizzazione provvisoria allo scarico di acque reflue urbane nei corpi idrici superficiali (con modifiche alle leggi regionali 5/2016 e 20/2006), e all’adeguamento al decreto-legge 16 luglio 2020, n.76 (Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale) anche in riferimento alla sentenza 2/2021 della Corte Costituzionale, relativa alle modifiche in materia di edilizia ( leggi regionali 65/2014 e 31/2020).

“Intendiamo procedere con un cronoprogramma per uscire dalla procedura di infrazione su una serie di agglomerati – ha spiegato Monni – e consentire la realizzazione di tutti gli interventi di depurazione sul territorio”. In uno specifico allegato sono elencati tutti gli agglomerati, quelli in procedura di infrazione, che si chiuderanno al massimo il 31 dicembre 2023 e quelli non in infrazione, con scadenza entro il 2024. L’assessore all’Ambiente ha dato la disponibilità a presentare in commissione il masterplan per la qualità dell’acqua, che avrà un importo complessivo di 153 milioni di euro.

Sul fronte dell’edilizia, Baccelli ha illustrato quello che ha definito un “provvedimento cardine” teso a favorire interventi di riuso e riqualificazione del patrimonio, nell’ottica della semplificazione. Tra le modifiche introdotte sono state ricordate in particolare la nozione di ristrutturazione edilizia, che è stata ampliata; la possibilità di comprendere anche interventi di aumento di volumetria; la proroga del piano operativo dei Comuni da tre a cinque anni; il dimezzamento dei tempi di attesa per l’autorizzazione sismica. L’entrata in vigore della proposta di legge, come spiegato nel corso dell’illustrazione, è importante sia accompagnata da una disposizione transitoria che faccia salva, per quanto riguarda le categorie di intervento edilizio, la disciplina sostanziale degli interventi dettata dagli strumenti urbanistici comunali. Infatti, compete ai comuni stabilire in concreto quali siano gli interventi ammissibili sui diversi edifici del proprio territorio, a prescindere da come tali interventi sono definiti dalla normativa sovraordinata, lasciando alla normativa regionale il compito di individuare il regime amministrativo e la disciplina sanzionatoria, nel rispetto della disciplina statale di riferimento.

“Concorderemo insieme un piano di lavoro, in un’ottica di una collaborazione costruttiva con la Giunta – ha concluso la presidente – per dar vita ad un intervento normativo che risponda alle esigenze dei territori, anche attraverso una fase di ascolto, con una serie di audizioni in commissione”.

D’accordo sul percorso di confronto anche il vicepresidente Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia).

Nel corso della seduta il vicepresidente, i consiglieri Elisa Montemagni (Lega) e Marco Landi (Lega) hanno chiesto una serie di approfondimenti e delucidazioni sulle proposte di legge illustrate. 

13 Settembre
Autore
Luca Morazzano

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