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Il caldo strozza l'Italia

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Bollino rosso in 5 città, situazione peggiora mercoledì. Bolzano, Brescia, Firenze, Latina e Perugia, dopodomani anche Bologna, Genova Rieti e Roma

Non si allenta la morsa del caldo torrido sull'Italia. A essere più colpito si conferma il Nord. Oggi 5 città sono da bollino rosso, il livello massimo d'allerta: Bolzano, Brescia, Firenze, Latina, Perugia. Bollino arancione (allerta di livello 2) a Bologna, Genova, Palermo, Rieti, Roma. E' quanto prevede il bollettino delle ondate di calore, a cura del ministero della Salute.

Nessuna allerta caldo a Bari, Napoli e Reggio Calabria, caratterizzate da un bollino verde anche domani e mercoledì. L'afa, invece, non scemerà a Bolzano, Brescia, Firenze, Latina, Perugia, che restano da bollino rosso anche domani e mercoledì. La situazione peggiorerà a Bologna, Genova Rieti e Roma (bollino rosso mercoledì), ma anche a Milano e Torino (bollino arancione domani e mercoledì).

 

"Stiamo osservando il fenomeno dalla prospettiva sbagliata: ci sembrano eventi eccezionali perché guardiamo al nostro passato, alle estati temperate, ma non è più così. Stiamo vedendo, in realtà, i primi eventi ordinari della nuova era che verrà, l'era del fuoco, della sabbia e del caldo. Il cambiamento climatico induce ondate di calore, la siccità è accresciuta dal nostro eccessivo prelievo delle acque. I boschi e le foreste diventano più secchi, il fuoco si propaga più facilmente, più a lungo e su distanze maggiori". Così Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, in una intervista a La Repubblica.

"Il caldo sarà la regola non solo del Mediterraneo, che comunque resta particolarmente colpito, ma di tutti. Nell'Europa centrale, in Siberia, in Amazzonia, in Australia. Abbiamo di fronte davvero l'era del fuoco", spiega aggiungendo che "si continua a negare il ruolo dell'uomo nei cambiamenti climatici, si ritarda il momento in cui saranno messi in condizione di non nuocere i veri colpevoli di questa storia: i petrocarbonieri. Sapevano da decenni che i combustibili fossili avrebbero provocato il cambiamento climatico e ancora oggi non hanno ridotto i loro investimenti per il futuro. Lo scenario dell'aumento della temperatura di un grado e mezzo è già superato: più 2,7 gradi. E i petrocarbonieri continuano a prendere miliardi di dollari di sovvenzioni pubbliche nel mondo".

18 Luglio
Foto: pixabay
Autore
Pasquale Lattarulo

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