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Quando a trionfare era il catenaccio. Con lode al Leicester

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Facile giocare calcio spettacolo coi fenomeni del palleggio, provate a vincere con la tenacia

Evviva il Leicester City Football Club di Claudio Ranieri, evviva Trapattoni, evviva l’Italia, evviva insomma il catenaccio.
Mentre per anni i giornalai nazionali c'hanno riempito le orecchie col tiki taka di Guardiola, con le verticalizazioni del mago Klopp, il 4-4-2 asimmetrico di Sir Alex fino al calcio totale dell'Ajax, invitando le patrie compagini calcistiche ad adoperarsi per modernizzare il proprio gioco, il catenaccio, come sempre, pazientemente aspettava il momento giusto per colpire.
Come accaduto il 17 maggio 2016 per il Leicester City Football Club.
Insomma, basta vergognarsi.
Se il calcio è lo sport di tutti il merito è sopratutto del catenaccio.
So' tutti bravi a fa il tiki taka se c'hai Iniesta e Messi. Provaci un po' con Padoin e Gervinho. Non se pò fà.
Ma vuoi mettere la poesia di 11 professionisti, pronti a farsi prendere a pallate per 90 minuti, a toccare la palla, emblema del gioco, per piccole e raffazzonate frazioni di secondo. Disposti ad inscenare interminabili sceneggiate, rotolandosi come ossessi, al primo calcetto subito, a rinunciare al proprio orgoglio di giocatori trincerati a difesa del portiere. Tutto per quel momento brevissimo momento in cui l'avversario, convintosi ormai della sua evidente superiorità, lascia scoperto il Bruno Conti di turno, che ha corso a vuoto per tutta la partita e finalmente ne riceve una buona, e allora ti accorgi che sì, lui la palla la sa toccare, e mentre sei stupito e impreparato, non sai come, non sai perchè, Pippo Inzaghi è solo soletto davanti al portiere, dinoccola come un mongoloide, ma il portiere è a farfalle. E tu raffinato Beckenbauer, funambolico Cristiano Ronaldo, tu Socrates, tu meraviglioso Leo Messi, hai perso, non sai come, non sai perchè.
In conferenza stampa dirai la Grecia ha vinto Euro 2004 con il pullman davanti alla porta, che a vincere così son buoni tutti, ma nel suo cuore di campione, nel profondo del suo essere stratega lo Zeman di turno lo sa quanta forza c'è dietro quel lungo interminabile istante di contropiede, di palla lunga e pedalare, di difensori che cadono al suolo come se gl'avessero tolto la terra da sotto le scarpe.
Come quella meravigliosa Italia di Bearzot irrisa dai brasiliani, purgati però 3 volte, che questo Leicester City Football Club ricorda assai.
Perchè il calcio è lo sport dove tutti hanno una possibilità, e il merito è sempre del catenaccio.
25 Agosto
Autore
Stefano Paparcone

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