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Covid, OMS: “Solo 2% delle dosi di vaccino in Africa”

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Il 76% delle dosi è stato distribuito in soli 10 stati. Così, secondo l’Oms, si rischiano nuove varianti

Il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha lanciato un allarme: di 5,7 miliardi di dosi di vaccino contro il Covid, Solo il 2% sono state somministrate in Africa, che ospita il 17% della popolazione mondiale. Il 76% di tutte le dosi sono state spartite tra solo 10 grandi paesi del mondo. Dati che fanno riflettere, soprattutto in relazione alle tante persone che in questi ultimi tempi rifiutano categoricamente tale privilegio.

Il direttore generale considera questo un rischio:“Più a lungo l'iniquità vaccinale persisterà, più a lungo il virus continuerà a circolare e a cambiare, e più ci saranno possibilità che nuove varianti emergano", ha detto il politico etiope, D.G. dell’Oms dal 2017.
Il monito è arrivato nel giorno in cui l’Oms ha lanciato un appello di stop alla disparità vaccinale, in occasione della 76esima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

"Il mondo li ha lasciati indietro"

Secondo Tedros, gli stati africani non sono così indietro a causa di loro incapacità o inesperienza, piuttosto per colpa del resto del mondo che li ha “Lasciati indietro”.

Il direttore ha poi ribadito che questo ritardo del continente africano, oltre a lasciare “Le persone esposte a un virus mortale contro il quale molti altri ottengono una protezione”, può avere effetti anche sul nostro continente. L’obiettivo dell’Organizzazione è la vaccinazione di almeno il 40% della popolazione di ogni paese entro il 2021, e del 70% entro la metà del 2022.

Una situazione, quella dei vaccini, che riflette quella sanitaria in generale. L’Oms ha denunciato che “Nonostante i progressi degli ultimi anni, il 90% dei Paesi ha segnalato interruzioni nei servizi sanitari essenziali a causa della pandemia, con conseguenze che si riverberano oltre il settore sanitario". “Ogni giorno si contano 5.400 bambini nati morti, 810 donne morte di parto e 6.700 decessi di neonati” ha ricordato l’Oms assicurando che “La maggior parte di queste vite potrebbe essere salvata fornendo cure sicure”.

18 Settembre
Autore
Emanuele Di Casola

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