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Il governo italiano deve fare di più per la guerra ucraina

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Fratoianni: 'Non è la difesa con le armi la reazione più giusta nei confronti della Russia'

“Sin dal primo momento, con l’occasione della prima discussione di questo Parlamento sulla tragedia della guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina, abbiamo espresso la nostra contrarietà all’invio delle armi perchè eravamo e siamo convinti che contribuire all’escalation militare non sia la strada più efficace per difendere le vittime di questa aggressione". Lo afferma il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni intervenendo nell’aula di Montecitorio nel dibattito aperto dal premier Draghi.

“La risposta arrivata dalla maggioranza - prosegue l’esponente dell’opposizione di sinistra - fu la seguente: inviamo anche le armi altrimenti non ci sarà più neanche lo spazio e la possibilità di una via diplomatica che sarà cancellata. Faccio oggi a lei signor presidente del consiglio in quest’ aula una domanda: dopo quasi quattro mesi di guerra devastante quella strada non mostra qualche limite? Quando mai sarà raggiunto il punto di equilibrio sul piano delle forze tale da consentire che dalle armi come unica strada si passi all’investimento deciso sulla diplomazia? Quando mai arriverà quel momento?".

"E poi ci sono le conseguenze economico sociali di questa guerra - insiste il leader di SI - anche laddove la guerra non si combatte per via militare. In assoluto per il nostro Paese sono i giorni più drammatici e difficili e le scelte che giungono sono per lo più sbagliate, basti pensare alle ultime decisioni della Bce.

"Una Bce che di fronte a tutte le armi in campo dovrebbe usare una sola arma, quel bazooka finanziario che ha inventato lei, invece oggi tace l’unica arma di cui avremmo bisogno. Oggi servirebbero scelte efficaci nella ricerca di un tetto al prezzo del gas a livello europeo, in attesa che questo accada si costruisca allora un’iniziativa nazionale per limitare l’aumento dei costi, costi ed aumenti che le famiglie italiane fanno fatica ad affrontare.

"Ogni volta che il presidente del consiglio parla di Pace e diplomazia io lo apprezzo, considero le parole importanti ma chiedo di più - conclude Fratoianni - un’ iniziativa politica e diplomatica, indicate una strada, smontate ogni argomento strumentale dell’aggressore indicate una strada possibile : questo vorrei che questo Parlamento e soprattutto questo governo in questo momento fosse in grado di dire al Paese e ai protagonisti del teatro di crisi drammatico della guerra in Ucraina”.

23 Giugno
Autore
Claudio Mascagni

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