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Il Papa in Ungheria: "Aprirci all'incontro con l'altro"

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Papa Francesco ha visitato anche Bratislava nella sua 34esima visita apostolica

Nella giornata di ieri, Papa Francesco ha visitato Budapest in occasione della sua 34esima visita apostolica estera.
Il Papa si è trattenuto in un colloquio di 40 minuti con il presidente della Repubblica Ungherese Ader, il premier Orbán e il vicepremier Semjen. Come specificato in una nota del Vaticano, durante l’incontro è avvenuto uno scambio di doni, per poi iniziare il colloquio in modo cordiale, toccando vari punti.

L'incontro con i fedeli

Il Papa ha proseguito incontrando le comunità ebraiche ungheresi, ponendo l’accento sull’antisemitismo in Europa, secondo il Pontefice ancora “una minaccia che va spenta”.
"Ogni volta che c’è stata la tentazione di assorbire l’altro non si è costruito, ma si è distrutto; così pure quando si è voluto ghettizzarlo, anziché integrarlo.” Ha proseguito il Papa riferendosi al problema dell’antisemitismo, parlando di “promuovere la freternità”.
Bergoglio ha poi mandato un messaggio, neanche troippo velato, alla nazione Ungherese e alla sua tendenza alla “chiusura” che la sta caratterizzando negli ultimi anni: 
“La croce, piantata nel terreno, oltre a invitarci a radicarci bene, innalza ed estende le sue braccia verso tutti: esorta a mantenere salde le radici, ma senza arroccamenti”. Queste alcune delle parole pronunciate dal Papa durante la celebrazione. Non bisogna “chiuderci in difesa”, ma “aprirci all’incontro con l’altro” ha proseguito Bergoglio.
Parole che fanno rumore, soprattutto dopo il tentativi di Orbán di strumentalizzare l’incontro per una propaganda a suo favore, cercando di portare il tema, in pieno stile sovranista, sulla difesa dell’identità cristiana e Ungherese.

Le politiche sovraniste di Fidesz

L’Ungheria è un paese che rappresenta la messa in atto di una politica di estrema destra completamente contraria ai valori enunciati nel discorso di Papa Francesco, pur essendo un paese a maggioranza cattolica.
“La visita del Papa in Ungheria dovrebbe sottolineare il bisogno di empatia verso i rifugiati”  titolava un articolo del 9 settembre della O.N.G. Human Rights Watch (HRW), punto di riferimento per quanto riguarda le lotte per i diritti umani.
 L’atteggiamento del governo Orban verso i rifugiati e i migranti in generale è ormai quello che conosciamo tutti, ben lontano dall’idea di "aprirci all'altro" predicata da Bergoglio. HRW sottolinea le ingiustizie operate dal governo di estrema destra ungherese verso i migranti. La Ong cita le negazioni del cibo ai migranti al confine con la Serbia, per scoraggiare altri arrivi, o ancora la privazione dell’istruzione per i bambini richiedenti asilo detenuti.

Bratislava

Il Papa, nella giornata di oggi 13 settembre si è spostato a Bratislava, capitale della Slovacchia, dove in un incontro con i sacerdoti Slovacchi ha ribadito il suo no “agli steccati messi davanti a chi è diverso da noi”.
“Lo dico soprattutto ai Pastori: voi esercitate il ministero in un Paese nel quale tante cose sono rapidamente cambiate e sono stati avviati molti processi democratici, ma la libertà è ancora fragile. Lo è soprattutto nel cuore e nella mente delle persone” ha proseguito.

Un viaggio privo di dichiarazioni banali, dunque, che può dare una scossa soprattutto nelle coscienze singole dei fedeli, che in maggioranza coincidono con gli elettori di Fidesz.
 

13 Settembre
Autore
Emanuele Di Casola

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