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Lavoro e arredo: i 30 anni di Epal e i 60 dell'Euro Pallet

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Con circa 11 milioni di pallet prodotti e riparati solo in Italia, EPAL si conferma il pool di interscambio aperto più grande del mondo

Tutti noi abbiamo avuto a che fare con un pallet di Epal. Queste pedane, infatti, non sono ormai solamente uno strumento di lavoro per numerosissime aziende, ma sono divenute un vero e proprio complemento di arredo. In molti locali, appartamenti e giardini, si trovano i pallet come soluzione alternativa alle classiche sedie, tavoli, tavolini o panche. 

Fondata nel 1991 come associazione internazionale per l’interscambio degli Euro Pallet, la European Pallet Association e.V. (EPAL) festeggia 30 anni di successi e si conferma il pool di interscambio aperto più grande al mondo con rappresentanze in oltre 30 paesi e circa 600 milioni di pallet attualmente in circolazione. Una storia iniziata nel 1961 con l'invenzione dell'Euro Pallet, un pallet standardizzato e interscambiabile, che si basa su un'idea semplice: garantire la sicurezza di merci e persone attraverso la qualità. Un concetto che, a 60 anni di distanza, si rivela sempre vincente rappresentando il principio fondante sul quale si basa ancora oggi la logistica globale.

“Gli importanti traguardi raggiunti nel corso degli anni dimostrano la qualità del sistema EPAL, capace di far fronte all’evoluzione del mercato mondiale – spiega Davide Dellavalle, Coordinatore del Comitato Tecnico EPAL di Conlegno – Il lavoro congiunto di circa 200 soggetti licenziatari e del Comitato Nazionale EPAL ha portato l’Italia ad essere uno dei Paesi di riferimento per la produzione e la riparazione di pallet EPAL."

I regolamenti tecnici garantiscono una qualità uniforme e una standardizzazione delle dimensioni degli Euro Pallet EPAL e gli oltre 21.000 controlli all’anno svolti a livello globale permettono che la logistica del magazzino e dei trasporti si svolga senza intoppi. I pallet in legno apportano, inoltre, un importante contributo alla protezione del clima limitando le emissioni di CO2.

6 Ottobre
Autore
Emanuele Di Casola

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