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I missili con finalità di deterrenza

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Rossi (analista geopolitico): 'il missile Satan 2 ha finalità di deterrenza, rendedo un paesaggio desertico'

“Sono passati due mesi dal discorso televisivo durante il quale il presidente russo Vladimir Putin aveva avvertito che il nuovo missile balistico intercontinentale Sarmat, della cui tecnologia la Russia sarà l'unico Paese al mondo a giovarsi, ‘costringerà tutti coloro che stanno cercando di minacciare il nostro Paese a pensarci due volte’. Allora, il ministero della difesa russo si era affrettato a precisare che il missile, che potrebbe trasportare più testate nucleari e superare in astuzia le difese in qualsiasi parte del mondo, non era ancora pronto per il dispiegamento attivo. Dal canto loro, gli Stati Uniti avevano affermato di non essere stati sorpresi dal lancio, né dalle performance dell'arma”. L’analista di geopolitica e responsabilità dell'area geopolitica di ‘Difesa Online’ parla del nuovo missile russo chiamato anche Satan 2, precisando che si tratta di “un missile balistico intercontinentale super pesante a combustibile liquido prodotto dal Makeyev Rocket Design Bureau dal 2009, ha fatto il suo primo test lo scorso aprile e, come detto, potrebbe entrare in servizio a fine 2022”.

“Ciò che rende l’RS-28 Sarmat particolarmente temibile – spiega Rossi - non sono le dimensioni (pesa quanto cento Tesla ed è alto quanto un palazzo di una dozzina di piani), né il raggio d'azione (18.000 chilometri, passando spesso e volentieri per l'Antartide, dove non sono attivi sistemi di difesa antimissile), né la velocità davvero eccezionale (25.500 chilometri orari: tanti ma inferiori ai quasi 29.000 del LGM-30 Minuteman americano), né il fatto di poter trasportare da 10 a 15, secondo alcune fonti 16, testate nucleari contemporaneamente (tutte le maggiori potenze sono dotate di missili a testata multipla). Quello che, secondo Mosca, fa la differenza è il fatto che fa tutte queste cose insieme: ai Russi piace far sapere che è in grado di trasformare un Paese in una landa deserta coperta di crateri”.

“L'impressione è quella di essere di fronte a un'arma capace di aumentare il numero di morti e le distruzioni a seguito di una guerra (ça va sans dire, una guerra nucleare) - commenta Rossi - ma non in grado di cambiare, per così dire, le regole del gioco: comunque, lascia al nemico colpito o ai suoi alleati la capacità di ‘second strike’, cioè di lanciare in risposta un identico o maggiore attacco con armi nucleari strategiche. Come tale, il suo valore non consiste nell'uso ma nella capacità di terrorizzare la popolazione e costringere i governi a sottomettersi al Cremlino. Ogni guerra mondiale ha lasciato strascichi di paure relative all'uso delle armi più devastanti: ancora nel 1939, il primo ministro Neville Chamberlain paventava l'uso delle maschere antigas e i bombardamenti venefici delle città come motivo per non provocare la Germania di Hitler. Poi, sappiamo com'è finita... Oggi – conclude - a 77 anni dagli unici bombardamenti atomici della storia, quelli su Hiroshima e Nagasaki, viviamo ancora nel timore di un attacco di questo tipo. Molti analisti sostengono che l'uso di armi nucleari strategiche, per capirsi come il RS-28 Sarmat, sia ancora oggi impossibile, dato che gli altri Paesi conserverebbero intatta la loro capacità di risposta. Insomma, la deterrenza funziona ancora e il Satan II sembra più un bastone fatto per essere agitato che per venire usato”.

22 Giugno
Foto: pixabay
Autore
Claudio Mascagni

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