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Maltempo: dalle vigne agli ortaggi si allunga il conto dei danni

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Sui territori colpiti dai nubifragi nelle province di Ancona, Macerata e Pesaro Urbino hanno spazzato via le colture ma anche attrezzature e mezzi agricoli

Dai vigneti devastati dalla furia dell’acqua agli ortaggi spazzati via si allunga il conto dei danni causato dall’ondata di maltempo che ha colpito le Marche. E’ quanto emerge dal monitoraggio sui territori colpiti dai nubifragi nelle province di Ancona, Macerata e Pesaro Urbino che oltre a spazzare via le colture hanno devastato attrezzature, mezzi agricoli e laboratori di trasformazione, rimesse, magazzini di stoccaggio. Nella zona di Senigallia, una delle aree più colpite dell’Anconetano, il bilancio parla di campi di verdure completamente distrutte, così come frutteti, coltivazioni di mais e girasole.

Nel Maceratese sono stati danneggiati i vigneti di Verdicchio di Matelica Doc ma il vento forte ha colpito anche le stalle, oltre a frane e smottamenti che hanno compromesso la viabilità locale. Strade poderali azzerate anche nel Pesarese, soprattutto a Cantiano, Frontone e Serra Sant’Abbondio, i tre comuni colpiti dalla furia della pioggia, secondo Coldiretti. Di quattro strade utilizzate per salire sul Catria solo una è ancora percorribile e gli allevatori utilizzano quella per andare a verificare le condizioni di salute dei loro animali al pascolo. Un altro, con pecore e capre dalle parti di Frontone, ha dovuto chiedere l’intervento dei vigili del fuoco per ripristinare la strada di collegamento che l’alluvione del 15 settembre ha lasciato scavata come canyon profondo quasi due metri.

A Cantiano un produttore di vino aromatizzato alla tradizionale visciola locale, si è ritrovato il laboratorio sventrato, macchinari sommersi e i silos pieni portati via dalla corrente. Ma nei territori colpiti dal maltempo sono a rischi anche le semine autunnali di orzo, avena e grano nei terreni dove si sono accatastati rifiuti di ogni genere e aperte voragini impraticabili anche per i trattori. E preoccupa anche la situazione dei pozzi per l’acqua pieni di fango, inutilizzabili con le idrovore che non riescono a togliere la melma.

 

22 Settembre
Foto: pixabay
Autore
Giada Giacomelli

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