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Volano i postidi lavoro ogni mese con investimenti esteri

Ricognizione in cantiere squadra al lavoro

Nel 2021 gli investimenti esteri hanno creato in media nel mondo circa 180mila nuovi posti di lavoro al mese

Nel 2021 gli investimenti esteri hanno creato in media nel mondo circa 180mila nuovi posti di lavoro al mese; non solo, il 30% di questi nuovi investimenti sono stati in Ricerca e Sviluppo. E' quanto sottolinea il direttore Ocse per gli Affari finanziari e delle imprese Carmine Di Noia nell'illustrare i nuovi rapporti dell'organizzazione sugli indicatori di qualità e 'cassetta degli attrezzi' per l'attuazione delle Raccomandazioni sugli investimenti esteri per uno sviluppo sostenibile.

Risultati alla mano,"gli indicatori - spiega Di Noia - rilevano inoltre che le imprese straniere hanno il 50% di probabilità in più di offrire opportunità di formazione rispetto alle controparti nazionali" e "il triplo delle possibilità di includere le questioni legate al cambiamento climatico nei loro obiettivi strategici".

Ma la distribuzione di questi benefici non è omogenea. "Tra i paesi meta di investimenti stranieri - osserva Di Noia - alcuni ne hanno beneficiato più di altri e, all'interno di questi stessi paesi, alcuni segmenti della popolazione sono rimasti indietro". Se da un lato gli investimenti esteri "creano molti posti di lavoro e contribuiscono a innalzare il tenore di vita generale offrendo salari più alti, dall'altro possono peggiorare le disuguaglianze di reddito e di genere, lasciando potenzialmente indietro i segmenti vulnerabili della popolazione".

Da qui la necessità di rafforzare la sostenibilità e la qualità degli investimenti esteri puntando su cinque capisaldi. Primo, dal green, alla qualità del lavoro alla parità di genere, serve un ampio quadro normativo per politiche di investimento trasparenti e non discriminatorie per uno sviluppo sostenibile a livello sociale e ambientale. Secondo, una buona governance con maggiore cooperazione interministeriale e dialogo sociale. Terzo, un sostegno tecnico e finanziario mirato, trasparente e soggetto a regolare monitoraggio per affrontare i fallimenti del mercato e sviluppare le capacità nazionali per promuovere ricadute positive degli investimenti stranier.

Quarto, servizi informativi che facilitino investimenti sostenibili. Quinto ed ultimo principio chiave, la cooperazione con partner: i governi e la comunità dei donatori dovrebbero collaborare per individuare soluzioni di assistenza finanziaria e tecnica per sostenere le riforme e l'attuazione delle politiche, promuovere l'allineamento agli standard internazionali, ridurre l'esposizione ai rischi sociali e ambientali e continuare a sostenere il settore privato.

"I governi hanno priorità, risorse e opzioni diverse a disposizione per incentivare investimenti esteri sostenibili. L'utilizzo degli indicatori delle qualità e del kit di strumenti politici può aiutarli a monitorarne l'impatto e a identificare e attuare interventi mirati per attrarre investimenti più sostenibili", conclude Di Noia.

9 Giugno
Foto: pixabay
Autore
Claudio Mascagni

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