Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com
Loader

Quel circo mediatico del processo a Olindo e Rosa

justice-2060093_1920.jpg

Dura accusa della famiglia Castagna: 'basta show, i coniugi colpevoli e Azouz ha monetizzato sulla tragedia'

Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno chiesto di non essere ripresi dalle telecamere che stanno filmando l’udienza sulla revisione della strage di Erba, per la quale sono stati condannati in via definitiva all'ergastolo, ma tra i pochi cittadini 'accreditati', per lo più giovani studenti, il racconto della coppia "è di due persone impassibili, che assistono con attenzione" alle parole pronunciate dalla pubblica accusa che ha mostrato anche delle foto della casa del massacro.

Foto mostrate su uno schermo che, per la posizione della gabbia trasparente posta alla sinistra dell’ingresso in aula, i coniugi Romano potrebbero non aver visto. Giaccone beige lei, maglione di pile blu scuro lui, "sono seduti uno accanto all’altra, a volte bisbigliano qualcosa, si sfiorano ma poco altro" racconta chi ha la possibilità di vedere i due imputati.

"Le parole di Azouz 'Sto facendo questa lotta per tutti' è offensiva in primo luogo per le vittime ma anche per noi, e nel noi comprendo anche i fratelli Frigerio, che in tutti questi anni abbiamo difeso la verità". Lo afferma Giuseppe (Beppe) Castagna, familiare di tre delle quattro vittime della strage di Erba, mentre è in corso l'udienza di revisione sul massacro dell'11 dicembre 2006 per il quale sono stati condannati in via definitiva all'ergastolo i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi.

"In realtà Azouz in tutta la sua vita, prima e dopo la strage, ha sempre e solo lottato per se stesso. Prima ha sempre lasciato sola Raffaella (Castagna, ndr) ad affrontare i vicini e a difendere suo figlio, dopo ha lottato per monetizzare al meglio il suo status di vittima" conclude. Beppe, come il fratello Pietro, e i figli del testimone, Elena e Andrea Frigerio, sono parti civili nel processo in corso a Brescia, ma a differenza di Azouz Marzouk hanno deciso di non essere presenti in aula per evitare il circo mediatico.

"Noi rappresentiamo i Castagna, noi siamo i Castagna, siamo qui per amore di verità e per dovere di giustizia. Sposiamo ogni parola detta dal procuratore generale e dall'avvocato generale, cosi come dall'avvocato Adamo De Rinaldis (tutela i fratelli Frigerio, odc), per dovere di giustizia. La verità Pietro e Beppe Castagna l'hanno salda e forte nel cuore: Olindo Romano e Rosa Bazzi sono colpevoli. Questa verità nasce dall'aver sentito tutte le udienze, 80 testimoni e consulenti, in tre gradi di giudizio". Massimo Campa, legale di parte civile dei fratelli Castagna, familiari di tre delle quattro vittime della strage di Erba, inizia così il suo intervento davanti ai giudici della corte d'appello di Brescia per chiedere di non mettere in discussione la responsabilità dei coniugi Romano, condannati in via definitiva all'ergastolo per il massacro dell'11 dicembre del 2006.

"E' tutto diventato uno show televisivo, ma questa è un'aula di giustizia l'unico posto in cui si deve parlare. Siamo convinti, al di là delle statue che si permettessero di mettere in piazza del Mercato a Erba, che in questa richiesta di revisione delle difesa non c'è niente di nuovo, è commedia dell'arte...drammatica. Ma non siamo in un film, anche se qui si vuol far diventare tutto una serie televisiva" aggiunge. Nel suo intervento ricorda che il movente "è l'odio, un odio atavico, casalingo", le confessione della coppia sono vere e le ritrattazioni non ci sono, il testimone Mario Frigerio "riconosce Olindo già il 15 dicembre" a pochi giorni di una strage "che hanno provato tre volte".

Ma i Castagna, vittime di questa strage, sono stati fatti anche oggetto di accuse. "Pietro Castagna ha avuto accuse infamanti, anche dai leoni di tastiera, lo hanno accusato di aver ucciso sua madre, sua sorella e suo nipote per l'eredità. Chi ha accusato Pietro Castagna si vergogni e chieda scusa pubblicamente. La pista della droga è una follia e Pietro è stato calunniato, diffamato, hanno preso il suo dolore e l'hanno usato per fini televisivi. Oggi si metta fine oggi a questa vergogna"

"Raffaella Castagna io l'ho conosciuta quando ho fatto volontariato alla cooperativa Melograno di Erba, dove lavorava: era una ragazza dolce, sensibile, che si occupava degli altri. Era pronta a difendere il suo amore per Azouz Marzouk. Oggi sarebbe una donna presa ad esempio", aggiunge l'avvocato Campa.

"Era una donna stalkerizzata da queste due persone - dice indicando gli imputati, presenti in aula dentro una gabbia - minacciata, terrorizzata perché loro andavano a letto alle 21 e lei aveva il soggiorno sopra la loro camera da letto. L'hanno dipinta come chissà che cosa, hanno detto che casa sua era una piazza di spaccio...ma vi sembra possibile? Non c’è un solo elemento che dica che ci sia stata droga nella casa di via Diaz, Raffaella non ha mai permesso che entrasse la droga nella casa dove viveva suo figlio. Quanto è stato detto su di lei è un ulteriore elemento di infamia" conclude l'avvocato che chiede l'inammissibilità di quanto chiesto dai difensori della coppia Romano.

1 Marzo
Foto: pixabay
Autore
Claudio Mascagni

Commenti