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La normativa sugli incentivi fiscali edili va riformata

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E poi intervenire in maniera decisa su una serie di tematiche per sostenere il lavoro dei professionisti

Riorganizzare la normativa sugli incentivi fiscali in materia di edilizia per assicurare quella spinta all’efficientamento energetico e alla sicurezza degli immobili e nello stesso tempo garantire la sostenibilità degli oneri per la finanza pubblica. E poi intervenire in maniera decisa su una serie di tematiche per sostenere il lavoro dei professionisti: dalle modifiche alla nuova legge sull’equo compenso, in termini di estensione ad una platea più ampia di committenti e di interventi sull’impianto sanzionatorio, agli strumenti per favorire la nascita delle Stp, le Società tra professionisti che rappresentano il principale modello organizzativo in grado di sostenere i processi di aggregazione delle attività professionali fino alle normative per la creazione di politiche attive finalizzate a supportare il lavoro dei liberi professionisti, dando seguito alle indicazioni contenute nella L. n. 81/2017 sul lavoro autonomo e ancora oggi rimaste su carta, passando infine per la sicurezza sul lavoro con particolare riferimento ai cantieri mobili.

Queste, in sintesi, le linee di intervento presentate dal coordinatore della Rete delle professioni tecniche (Rpt), che comprende nove consigli nazionali ordinistici in rappresentanza di oltre 600.000 professionisti, alle commissioni congiunte bilancio del Senato e della Camera in audizione preliminare all’esame del Documento di economia e finanza per il 2023.

Non mancano, poi, le proposte per sviluppare le possibilità per gli ordini professionali di contribuire a rendere più efficiente l’apparato burocratico ed amministrativo dello Stato e degli enti locali attraverso l’attuazione concreta del principio di sussidiarietà e la semplificazione normativa. Nel corso dell’audizione si evidenzia come sia del tutto condivisibile l’impostazione del documento rispetto alla riorganizzazione delle misure fiscali, con provvedimenti che pongono al centro le imprese e le famiglie, e altri che puntano a questioni più tecniche che mirano ad alleggerire i costi dell’energia.

Apprezzato dai professionisti aderenti alla Rpt anche il corposo capitolo degli incentivi edilizi che impegna il Governo a rivederne la materia in modo da “combinare la spinta all’efficientamento energetico e antisismico degli immobili con la sostenibilità dei relativi oneri di finanza pubblica e l’equità distributiva”.

Necessario però, evidenzia la Rete, "che la normativa sugli incentivi venga del tutto riorganizzata, con provvedimenti, da emanare al più presto, che ne consentano il mantenimento per tempi medio-lunghi, secondo meccanismi che li rendano sostenibili per le finanze dello Stato”. Solo in questo modo infatti sarà “possibile continuare quel processo, ineludibile, di miglioramento dell’efficienza energetica e della sicurezza del patrimonio edilizio”. Ancora sul tema, è urgente completare il processo che consenta la possibilità riacquistare in tempi strettissimi i crediti di imposta relativi agli incentivi fiscali, per prevedere il completamento degli interventi in corso evitando tutte quelle criticità che stanno coinvolgendo cittadini, imprese e professionisti.

Non mancano nel documento suggerimenti per avviare il percorso di semplificazione ed eliminazione di attività burocratiche per Ordini e Casse di previdenza, soluzioni in tema di prevenzione del rischio idrogeologico procedendo con il supporto degli ordini ad interventi organici di tutela del territorio e proposte per avviare un piano integrato di recupero dei borghi, utilizzando vari strumenti, dal piano di prevenzione sismica a quello del risparmio energetico, supportato anche da specifici incentivi edilizi.

1 anno fa
Foto: pixabay
Autore
Giada Giacomelli

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