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I continui bluff di Putin

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La celebrazione della vittoria contro la Germania nazista lascia ampi dubbi e riflessioni: lo zar è isolato?

Sembra che sia in attesa di una risposta da chissà chi. Questa è l'impressione ricavata dopo la giornata nazionale di festa e il discorso: Putin è forse in fase di riflessione?

Non ha dichiarato una mobilitazione generale, la guerra contro l'Ucraina, e neanche la vittoria nelle località occupate dalle forze di Mosca, come Kherson, dallo scorso 24 febbraio. L'unica novità del breve e attesissimo discorso (11 minuti) che Vladimir Putin, "Presidente della Russia - Comandante supremo delle forze armate delle forze russa", ha tenuto sulla Piazza rossa in occasione del 77esimo anniversario della Vittoria dell'Unione sovietica sulla Germania nazista, è stato l'annuncio della firma di un decreto, avvenuta proprio oggi, per un "sostegno speciale" ai figli dei soldati feriti o uccisi in Ucraina.

"Il governo, le autorità regionali, le imprese e le organizzazioni pubbliche fanno il possibile per abbracciare questa famiglie e aiutarle", ha dichiarato Putin, che nel suo discorso ha sempre citato "le forze russe insieme alle milizie del Donbass". Forze che "combattono per la nostra Madrepatria, il suo futuro, in modo che nessuno dimentichi la lezione della Seconda guerra mondiale".

Anche se il ministero della Difesa dallo scorso 25 marzo non aggiorna il bilancio delle vittime fra i militari (1.3511 morti e 3.825 feriti), Putin ha chiesto ai presenti di osservare un minuto di silenzio per onorare i caduti per la Madrepatria di oggi, del 2014, e della Grande guerra patriottica: "La perdita di ogni ufficiale e di ogni soldato è dolorosa per noi tutti e una perdita irrecuperabile per le famiglie e gli amici".

"Oggi ci inchiniamo di fronte alla sacra memoria di tutti coloro che hanno perso la vita nella Grande guerra patriottica, alle memorie dei figli, delle figlie, dei padri, madri, nonni, mariti, mogli, fratelli, sorelle, parenti e amici. Ci inchiniamo di fronte alla memoria dei martiri di Odessa che sono stati bruciati vivi nella Casa dei sindacati nel maggio 2014, di fronte alla memoria delle donne e dei bambini del Donbass uccisi in bombardamenti atroci e barbari dei neonazisti. Ci inchiniamo di fronte ai compagni che sono morti di morte coraggiosa nella giusta battaglia per la Russia", ha affermato il Presidente russo, con indosso un impermeabile scuro con impuntato un nastro di San Giorgio.

Rilanciando il messaggio che la propaganda ripete da settimane, per cui l'operazione contro l'Ucraina -Putin oggi non ha pronunciato il termine guerra, ma neanche quello di operazione militare speciale usato da Mosca- è assimilata alla guerra di Mosca contro i nazisti. "La difesa della nostra Madrepatria è sempre stata sacra. Oggi come nel passato, combattere per il nostro popolo nel Donbass, per la sicurezza della Madrepatria, per la Russia", ha riassunto.

Così come le vittime, anche i soldati sono trascinati in un unico racconto, esteso in questo caso, da Putin, dagli uomini dei condottieri della Rus' di Kiev, i principi Svyatoslav e Vladimir il Monomaco, ai soldati della Russia zarista comandati da Rumyantsev, Potemkin, Suvorov e Brusilov, e degli eroi dell'Urss che hanno combattuto sul territorio dell'Ucraina, Nikolai Vatunin, Sidor Kovpak, e Ludmilla Pavkichenko. Hanno tutti dimostrato "lo stesso patriottismo" dei volontari di Kuzhma Minin e Dmitry Pozharsky (che posero fine all'epoca dei torbidi all'inizio del Seicento, ndr) e dei soldati che hanno lanciato l'offensiva a Borodino (contro Napoleone, ndr) e hanno combattuto contro il nemico fuori Mosca, Leningrado, Kiev e Minsk, Stalingrad e Kursk, Sebastopoli e Kharkov.

Ad accomunarli infatti, sono "le stesse terre" in cui hanno combattuto, anche se poi nel riferimento all'oggi tutto si riduce, nelle parole del Presidente russo, al Donbass. "Oggi, come in passato si combatte per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della Madrepatria, per la Russia", ha detto.

"Siamo orgogliosi della coraggiosa generazione dei vittoriosi mai sconfitti, siamo orgogliosi di essere i loro successori, ed è nostro dovere preservare la memoria di coloro che hanno sconfitto il nazismo e ci hanno affidato il compito di mantenerci vigili e fare il possibile per evitare l'orrore e un'altra guerra globale", ha detto inoltre Putin, denunciando "la minaccia del tutto inaccettabile" posta alla Russia, alle sue frontiere, dalla Nato, e "l'inevitabilità dello scontro fra i neonazisti e i banderiti sostenuti dagli Stati Uniti e dai loro servitori".

Per questo, la Russia "ha lanciato una operazione preventiva contro l'aggressione, con l'unica decisione corretta che è stata costretta a prendere in tempo, la decisione di un Paese forte, sovrano e indipendente", ha quindi ribadito il presidente. A confermare il tono minore della parata di oggi, anche la cancellazione per inspiegate "condizioni meteo" dell'esibizione degli aerei militari che nelle prove dei giorni scorsi si erano invece anche esibite in una formazione con la lettera "Z" (il simbolo dell'operazione speciale). L'esibizione aerea è stata cancellata anche nelle parate organizzate a San Pietroburgo, Ekaterinburg, Kaliningrad, Murmansk, Samara e Novosibirk.

Unico accenno alle forze nucleari da parte di Putin, che ancora una volta oggi ha invece parlato dei valori tradizionali "a cui i russi non rinunceranno mai", è stato per dire che Kiev era sul punto di svilupparne. Il capo di stato maggiore, Valery Gerasimov, non è stato visto alla parata di oggi a Mosca. Il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, che in altri anni era seduto prorio accanto a Putin, quest'anno si è rivolto ai militari, in piedi in divisa a bordo di un'auto aperta. "Putin ha assistito alla parata insieme a veterani di guerra e ospiti dalla tribuna centrale sulla Piazza Rossa. Shoigu ha esaminato la parata", ha scritto la Tass.

 

10 Maggio
Autore
Claudio Mascagni

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