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Mettere il tetto al prezzo del gas e Mosca si fermerà

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Lindner sicuro di una strategia che se accomuna tutti i membri della Ue manderà in tilt l'economia russa

“Sono politicamente aperto all'idea di sequestrare i beni esteri della banca centrale russa”, ma per quanto riguarda il tetto al prezzo del gas, “c'è il rischio che la Russia interrompa la fornitura. E alcune industrie tedesche non sarebbero più in grado di produrre”. Lo dice al Corriere della Sera il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner che, sulle sanzioni contro Mosca afferma che “abbiamo staccato la Russia dal sistema finanziario internazionale. Molti beni russi sono congelati. In molti settori abbiamo interrotto gli affari. Tutto ciò avrà un peso sempre maggiore per l'economia russa. Vladimir Putin deve pagare un prezzo molto alto per l'aggressione all'Ucraina. Sono politicamente aperto all'idea di sequestrare le riserve estere della banca centrale russa. Ne stiamo parlando al G7 e nella Ue, ci sono proposte sul tavolo. Quanto agli asset dei privati, vediamo: anche se abbiamo a che fare con oligarchi russi, dobbiamo rispettare lo Stato di diritto”.

Sulle proposte di sanzionare il gas russo, Lindner spiega che l’obiettivo della Germania è di “diventare del tutto indipendente dalle importazioni di energia dalla Russia. La strategia energetica della Germania e la dipendenza dalla Russia durante i precedenti governi sono stati un grave errore. Ora dobbiamo lavorare sodo per diversificare le nostre importazioni. Possiamo già trovare forniture di carbone altrove e siamo pronti a fare a meno del petrolio russo. Ma per il gas, ci vorrà più tempo. Va evitata una situazione in cui infliggiamo più danni a noi stessi che a Putin. La forza dell'economia dell'Unione europea e del G7 è il nostro vantaggio in questo conflitto. Per la Germania, uno stop immediato delle forniture di gas dalla Russia porterebbe gravi danni. Chiaramente sostenere l'Ucraina non è una questione di prezzo: difende i nostri valori contro un regime autoritario che mina l'ordine internazionale basato sulle regole. Ma non voglio neanche rischiare una recessione grave che potrebbe ridurre la nostra capacità di sostenere economicamente e militarmente l'Ucraina”.

Sull’eventualità di porre un tetto al prezzo del gas russo, spiega, “si rischia che la parte russa interrompa i flussi. Se modifichiamo unilateralmente i contratti, Putin potrebbe reagire stoppando di netto le forniture. Non so quali sarebbero le conseguenze per l'Unione europea, ma per la Germania non ci sarebbe solo una perdita di benessere o una riduzione della crescita. Certi settori industriali non sarebbero più in grado di produrre nel Paese. È chiaro che siamo di fronte a un rischio di stagflazione, per questo suggerisco di cambiare approccio in alcuni settori. Da un lato, dobbiamo rafforzare la crescita con meno burocrazia e più competitività. Dobbiamo ridurre la pressione sui prezzi. Nei settori con carenze e problemi nelle catene di fornitura, i sussidi potrebbero causare effetti ulteriori. Vanno diversificate le fonti d'importazione di energia e il settore privato va attivato perché investa nelle rinnovabili. Dall'altra parte, dobbiamo tornare a una finanza pubblica sana. I livelli di debito e deficit hanno effetti sulla stabilità dei prezzi e sulla capacità della Banca centrale europea di affrontare l'inflazione”.

17 Maggio
Foto: pixabay
Autore
Claudio Mascagni

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