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La guerra del grano e delle sanzioni

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Continua il conflitto in Ucraina, tra propaganda, rincari dei prezzi di generi alimentari e di diplomazie in affanno

Contnua il conflitto in Ucraina, ma le perdite sono ingenti anche in casa russa. "I prezzi stanno aumentando a causa delle sanzioni imposte dall'Occidente su pressione degli Stati Uniti. L'incapacità di capire questo è o un segno di stupidità o si vuole intenzionalmente ingannare l'opinione pubblica". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, replicando alle affermazioni della ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, secondo cui la Russia ha scatenato la guerra del grano.

Poi, c'è chi ha una visione a tutto tonoo, come la Lega. "Priorità adesso è salvare vite, in Ucraina e Russia, e vite e posti di lavoro in Italia". Così Matteo Salvini, nel suo intervento a conclusione della kermesse leghista 'L'Italia che vogliamo', al termine a Roma.  "La voglia di allargare i confini della guerra non è sana", avverte. "Quello che trasformo in agire politico è frutto di ascolto, ho chiesto un appunto all'ambasciatore Vattani: le guerre possono finire in due modi, o uno vince sul campo, sterminando gli altri, e questo non è auspicabile per l'uno o l'altro fronte, e quando sento questo mi preoccupo, non è la nostra cultura, Da Moro a Craxi a Berlusconi, l'Italia è stato equilibrio". 

"L'altra soluzione è diplomatica, 'nessuno si senta umiliato, nessuno perda la faccia e ognuno ceda qualcosa' è quanto ho nell'appunto dell'ambasciatore", conclude Salvini: "Io sto lavorando per quel tavolo che non c'è, per me la guerra fredda va bene al cinema".

Intanto riprende l'ttività parlamentare a Kiev: il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ha firmato la legge che vieta i partiti filo-russi. A darne l'ufficialità sono i media locali. La legislazione amplia l'elenco dei motivi per vietare un partito politico in tribunale: la giustificazione, il riconoscimento della legalità o la negazione dell'aggressione armata contro l'Ucraina, anche presentando l'aggressione armata della Federazione Russa e/o della Repubblica di Bielorussia contro l'Ucraina come conflitto interno, conflitto civile, guerra civile. Se il tribunale vieta una forza politica, le sue proprietà, fondi e altri beni diventano proprietà dello Stato.

15 Maggio
Autore
Claudio Mascagni

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