Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com
Loader

Il Covid lo contrasterà il medico di famiglia

covid versamenti.jpg

Scotti (Cts): 'serve puntare su digitalizzazione e formazione, siamo professionisti non meri applicatori di protocolli'

Sì alla medicina, sì ai vaccini dai medici di famiglia ma no agli iter burocratici. "La prescrizione degli antivirali anti-Covid dal medico di famiglia è un grande passo avanti. E noi siamo pronti e disponibili. Speriamo solo che non diventi l'ennesimo 'buro-farmaco', ovvero un boomerag burocratico, con un altro piano terapeutico in cui ci vuole più tempo per compilare le carte che per curare il paziente". A dirlo Silvestro Scotti, nel giorno in cui, in una riunione straordinaria, la Commissione tecnico scientifica (Cts) dell'Aifa valuterà e, prevedibilmente approverà, il piano terapeutico per la prescrizione dell'antivirale Paxlovid da parte dei medici di medicina generale.

"E' fondamentale - continua - che non si tratti di pura burocrazia che, poi, si trasforma in ostacolo per l'uso stesso del farmaco. Abbiamo bisogno di decisioni rapide. Come medici di famiglia abbiamo strumenti affinati da tempo, con la priorità per le vaccinazioni anti-Covid e sulle dosi booster che ci permettono di identificare rapidamente le persone che possono beneficiare delle terapie antivirali. Tutto questo deve essere realizzato attraverso l'informatica, sarebbe assurdo avere piani terapeutici da compilare attraverso strumenti cartacei che rappresenterebbero, plasticamente, una nuova burocrazia che si scarica sui professionisti. Serve puntare sull'informatizzazione e sulla condivisione informatica, con sistemi in grado di dialogare tra loro. Non c'è più tempo per rimandare il fascicolo sanitario digitale".

La Cts oggi "deciderà solo su uno dei farmaci antivirali. Speriamo che questo preluda a un graduale nostro coinvolgimento più ampio. Serve un cronoprogramma per arrivare alla prescrizione anche degli altri antivirali che hanno dimostrato efficacia". Per Scotti è il momento di essere "più europei", permettendo ai medici di famiglia di "prescrivere - per responsabilità e ruolo in scienza e coscienza - tutti i farmaci, non alcuni sì e alcuni no. La prescrizione è una responsabilità medica, non burocratica", conclude Scotti sottolineando l'importanza della formazione. "Ci siamo confrontati con l'Aifa per quanto riguarda la formazione e l'informazione dei medici di famiglia che prescriveranno il farmaco. Noi mettiamo a disposizione i nostri strumenti, non vogliamo solo protocolli ma vera formazione perché siamo medici e dobbiamo poter decidere, sempre in scienza e coscienza, sulle cure per i nostri pazienti".

La pensa diversamente il virologo Matteo Bassetti. Lasciare le prescrizioni delle pillole antivirali contro il Covid ai medici di medicina generale "non risolverà il problema. In un Paese come il nostro, dove non c'è una profonda cultura infettivologica", farlo "proprio su questi farmaci è un grave errore. La prescrizione prevede la compilazione di un modulo Aifa complesso sia prima che dopo, in più sono farmaci che hanno interazioni importanti con altre molecole. Insomma, mi sembra una decisione populista. Gli antivirali devono essere prescritti con assoluta appropriatezza, altrimenti li sminuiamo. Vedo tanta politica e poca scienza". Così Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, sul probabile via libera dell'Agenzia italiana del farmaco alla prescrizione delle pillole antivirali dal medico di medicina generale.

Sul perché l'uso di questi farmaci stenta a decollare in Italia, Bassetti chiarisce che "possono essere destinati ad una piccola parte dei soggetti positivi sintomatici, ovvero gravi immunodepressi e chi ha altre malattie. Pazienti - precisa - che è meglio vengano gestiti dal medico di base insieme con uno specialista". Ma allora quali sono le cause? "Non si sono usati gli antivirali nelle Regioni che non sono state in grado di organizzarsi - avverte Bassetti - In Liguria, ma anche nel Lazio e in Toscana, il sistema di distribuzione ha funzionato. Ma la realtà è che non si sono usati perché non tutti possono prenderli".

2 anni fa
Foto: pixabay
Autore
Pasquale Lattarulo

Commenti