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Ciao tassa di soggiorno: incassi dimezzati per Covid

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Tra le imposte locali più colpite dalle restrizioni dell’emergenza sanitaria, c’è la tassa di soggiorno: passati dai 454 milioni del 2019 ai 232 del 2020 (-49%)

Tra le imposte locali più colpite dalle restrizioni per tentare di arginare l’emergenza sanitaria, c’è sicuramente la tassa di soggiorno. Misure come le limitazioni agli spostamenti all’estero e all’interno del Paese stesso, zone rosse e quarantene hanno fortemente limitato la possibilità e la volontà di viaggiare e gli effetti si sono fatti sentire sia per gli operatori del comparto turistico che per la Pubblica amministrazione. Ma quanto ha inciso l’effetto pandemia sulle entrate derivanti dalle imposte di soggiorno? A misurarlo è il Centro Studi Enti Locali (Csel) che ha analizzato l’andamento del gettito di questa imposta locale negli anni 2019, 2020 e 2021, in un rapporto elaborato per l’Adnkronos.

La ricerca, basata sui dati contenuti nella banca-dati “Siope+”, ha messo in evidenza un crollo verticale del livello di incasso del prelievo tra il 2019, ultimo anno pre-Covid e il 2020. Gli incassi derivanti dall’imposta di soggiorno sono passati dai 454 milioni del 2019 ai 232 del 2020 (-49%).

Nel 2019 i record di incassi sono stati Milano, con oltre 50 milioni, Firenze (41,3 milioni), Venezia (37,7 milioni), Napoli (11,4 milioni), Rimini (9,7 milioni), Bologna (9,6 milioni), Torino (8,1 milioni), Sorrento (6,3 milioni), Verona (6 milioni) e Jesolo (5,1 milioni). Questi 10 Comuni da soli detengono il 40,89% di tutti gli incassi complessivi registrati.

Nel 2020 la classifica delle città che hanno avuto incassi più alti (ad eccezione della Capitale che applica il contributo di soggiorno) vede un podio invariato, seppure con importi molto più modesti. In testa Milano, con 21,6 milioni, seguita da Firenze (15 milioni) e Venezia (14,4). A seguire: Rimini (5,9 milioni), Bologna (4,5), Napoli (4,2), Torino (3,2), Jesolo (circa 3 milioni) e Riccione, con 2,8 milioni. Rispetto al 2019 dunque, il Comune di Milano ha perso circa 29 milioni di Euro di incassi, Firenze 26 milioni, Venezia 23 milioni.

Guardando alla ripartizione territoriale di queste somme, il primato nella riscossione dell’Imposta spetta all’Italia nord-orientale, seguita dai Comuni dislocati nell’Italia nord-occidentale, Italia Centrale, Meridionale e infine nell’Italia Insulare. Complessivamente, il 60,86% del gettito complessivo è appannaggio di Comuni del nord Italia. Considerazioni confermate anche dalla suddivisione del gettito per Regioni, che vede al primo posto il Veneto, con oltre 84 milioni di euro incassati nel 2019, seguito da Toscana (70,3 milioni) e Lombardia (69,8 milioni). Queste tre regioni, da sole, incassano il 49,52% del gettito complessivo.

A livello di attività di recupero evasione, nell’anno 2019 sono stati incassati 9.263.430,39 euro così suddivisi: 4,4 milioni nelle regioni nord-occidentali, 2,3 nelle regioni del Mezzogiorno, 914,5 milioni al centro, 860 milioni regioni del nord-est e 678 milioni nelle isole. In questa “speciale” classifica, il primato spetta al Comune di Genova (che ha recuperato oltre 4 milioni di euro (4.010.657), seguito da Napoli (2.070.004) e Siracusa (597.613 euro). Le Regioni più virtuose, da questo punto di vista, sono la Liguria, la Campania e l’Emilia-Romagna.

 

20 Giugno
Foto: pixabay
Autore
Giada Giacometti

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