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Il tennis, i russi e quando in classe non usciva il colpevole

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Colpire il singolo per educarne cento. Oppure la politica di massa per colpire il singolo

Colpire il singolo per educarne cento. Oppure la politica di massa per colpire il singolo. Insomma, quante volte in classe, a scuola, per il comportamento di un vigliacco abbiamo pagato tutti? Succedeva qualcosa, tipo, che ne so, la vetrata frantumata in palestra per via di una pallonata, la caricatura del prof sulla lavagna o una linea bizzarramente pornografica sulle pareti del corridoio. Il colpevole non usciva e pagavamo tutti, anche perché nessuno cantava, era il vigliacco che doveva consegnarsi alzando la mano e rendersi reo confesso. Ma niente: così, eravamo tutti colpevoli. E vi ricordate come schiumavamo di rabbia per quel sopruso che subivamo? Lo raccontavamo ai genitori, agli amici del muretto, alla gente per strada, al bar, finanche al mondo, seppure era un microcosmo confinato, altrimenti lo avremmo denunciato sui social network, pronti così ad accendere la miccia della rivolta planetaria. E così oggi dovremmo indignarci per i tennisti russi, che stanno subendo una grande ingiustizia. Forse fuori da tornei come Wimbledon e gli Internazionali di Roma proprio perché russi. Come se fosse il marchio dell’infamia. Pagano tutti per un vigliacco. Lo ritenete giusto?

27 Aprile
Foto: pixabay
Autore
Gian Luca Campagna

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