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Whirlpool: Mise studia fondo salvaguardia e ammortizzatori

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L'azienda conferma i licenziamenti al 15 ottobre. I sindacati pronti a chiedere una proroga per salvare i posti di lavoro

Fumata grigia dal tavolo Mise sulla vertenza del sito Whirlpool di Napoli. Il Consorzio di aziende interessate a rilevare lo stabilimento di via Argine per farne un hub della mobilità sostenibile, infatti, ha confermato l'attenzione di alcune società, si era parlato di 7 aziende, a rilevare la struttura ma ha profilato tempi lunghi per il perfezionamento del progetto. Nonostante tra le proposte avanzate ci sia quella della produzione di sedili per auto e bus e Invitalia stia condividendo una data room con società di cui non è stato fatto il nome che peraltro hanno già effettuato un "sopralluogo sul sito", i tempi sicuramente, come ha spiegato il coordinatore del Consorzio Riccardo Monti, sforeranno la data del 15 ottobre prossimo, giorno in cui scadrà la procedura di licenziamento collettivo per i 340 lavoratori del sito napoletano. Sarà così impossibile garantire quella continuità occupazionale invocata da Fim Fiom Uilm e Uglm.

"Nessun accordo potrà essere sottoscritto relativamente alla continuità occupazionale con Whirlpool per il 15 ottobre prossimo", ha spiegato Monti. Per gestire dunque una partita che si annuncia necessariamente lunga e complicata il Mise sta valutando la possibilità di mettere in campo il fondo di salvaguardia "qualora si trovi una modalità possibile di utilizzo", e l'eventualità di ricorrere ad ammortizzatori sociali per traghettare i lavoratori nella nuova realtà. Dal canto suo Whirlpool ha confermato di voler rispettare la data del 15 ottobre prossimo per la chiusura della procedura di licenziamento collettivo anche se per la multinazionale "la scadenza della procedura non influisce sulla discussione relativa al trasferimento degli asset, che continua ad andare avanti continuamente e su base quotidiana".

7 Ottobre
Autore
Claudio Mascagni

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