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La Ue chiama la cooperazione industriale per armare Kiev

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L'alto rappresentante Borrell invoca l'industria europea a una maggiore sinergia per contrastare le forze russe

La "cooperazione industriale" nel campo degli armamenti "deve essere un elemento centrale della cooperazione" tra Ue e Ucraina. Lo sottolinea l'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell, intervenendo a Bruxelles al Forum delle industrie della difesa di Ue e Ucraina. "Lavoriamo insieme - continua - oggi siete più di 140 aziende provenienti da 25 diversi Paesi membri".

"Tutti sanno - continua - qual è la posta in gioco. Quindi, usciamo di qui con proposte concrete. Lo scopo è rendere l'Ucraina in grado di resistere all'invasione" russa, "aumentando la capacità industriale" dell'Ucraina, "utilizzando ciò che già possiede, finanziandola". E' in gioco "la loro esistenza, ma anche la nostra. Quindi sfruttate questa opportunità per collegare le vostre capacità con le capacità degli ucraini. Noi vi forniremo i finanziamenti per lavorare insieme", conclude.

E l'Italia partecipa in modo attivo a questo scontro dove si gioca il futuro dell'Europa. "L'Italia - ha aggiunto il ministro Tajani intervenendo a Mattino Cinque - non ha mai parlato di questo. Non pensiamo affatto a mandare militari italiani in Ucraina, noi non siamo in guerra con la Russia, noi lavoriamo per la pace. Difendiamo il diritto dell'Ucraina ad essere un paese libero, quindi aiutiamo Kiev a difendersi, che è un'altra cosa dal fare la guerra alla Russia".

"Sull'Ucraina penso che il Pd abbia sempre tenuto la linea giusta: supportare un popolo invaso dalla Russia di Putin e chiedere all'Ue uno sforzo politico diplomatico molto più forte di così per isolare la Russia di Putin e per costruire quindi le condizioni perché possa cessare il conflitto. Saranno poi gli ucraini a stabilire a quali condizioni. Ma io penso sia stato e sia giusto sostenerli". Così la segretaria del pd Elly Schlein a Rtl.

Avete candidato Cecilia Strada e Marco Tarquinio che si battono contro invio armi a Kiev, questa non è la linea del Pd. Non è anomalo? " Io credo sia strano pensare sia una anomalia un partito che discute e in cui ci sono sensibilità diverse - risponde Schlein - Io sono per ridare al Pd una linea chiara non per sopprimere chi la pensa diversamente. Trovo che sia un arricchimento che ci siano idee diverse. Non siamo all'opposto, siamo tutti uniti per far tornare una pace giusta e sulla delineazione dei percorsi di pace".

6 Maggio
Foto: pixabay
Autore
Giada Giacomelli

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