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L'Aquila capitale della cultura 2026: i commenti

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La scrittrice Dacia Maraini: 'dopo il terremoto portai 300 libri, la gente aveva bisogno anche di leggere'

Una scelta che valorizza "una bella città italiana" che "ha dato moltissimo anche dal punto di vista culturale". Dacia Maraini, che presiede la giuria del premio nazionale Benedetto Croce di Pescasseroli e che frequenta da molto tempo il paese principale del Parco Nazionale d'Abruzzo, commenta così, all'AdnKronos, la proclamazione de L'Aquila a capitale della cultura del 2026.

"Credo sia una cosa molto bella che valorizza una città che ha perso qualcosa e che si sta ricostruendo, anche se un po' lentamente", dice la scrittrice, ricordando il terremoto che colpì la città nel 2009. Tornando proprio a quel tragico periodo l'autrice di 'Bagheria' rievoca un ricordo personale. "Dopo il terremoto - racconta - arrivavano derrate da tutte le parti, oltre che coperte e cibo. Andai a L'Aquila, quando era stata allestita la tendopoli, e chiesi se avevano libri. Nessuno ne aveva. Tornai allora a casa, a Pescasseroli, presi accordi con il direttore del Parco Nazionale che mise a disposizione una roulotte nella quale stipai 300 libri, tra classici e moderni, che portammo in città. La cosa bellissima fu che furono presi d'assalto. Avevano bisogno, oltre che di coperte e di cibo, anche di libri. La cosa bella fu anche che non mancò mai un libro".

In altri termini, conclude Maraini, i lettori "prendevano in prestito un testo che poi lo restituivano per la comunità. Poi, naturalmente, io li lasciai alla biblioteca locale. Questa esperienza è stata molto bella per capire che, dopo un terremoto o durante una guerra, non si ha bisogno soltanto di cose da mangiare o di un posto in cui dormire, ma anche di leggere".

"Non era la prima volta che tentavamo, ma abbiamo imparato dai nostri errori e questa volta ci speravamo veramente tanto. E' un grande riconoscimento alla nostra città. E' importante che non si parli più dell'Aquila per il drammatico sisma che ha vissuto, ma che si ricominci finalmente a parlare della sua rinascita anche a livello nazionale. E questa è un'occasione eccezionale". E' quanto dichiara Raffaele Daniele, vicesindaco del Comune dell'Aquila e coordinatore del Comitato Perdonanza Celestiniana, dopo la proclamazione del capoluogo abruzzese a Capitale italiana della Cultura 2026.

E ricorda ancora il legame tra la Perdonanza e il prossimo Giubileo di Roma. "La nostra città in questa occasione -annuncia - avrà un ruolo importantissimo". Daniele aggiunge poi che la "vittoria dell'Aquila sarà un'opportunità per tutto il territorio, anche per alcune regioni e città limitrofe, siamo riusciti insomma a creare una rete. Il culmine di un percorso, la nostra vittoria - conclude- che parte da molto, molto lontano".

15 Marzo
Autore
Claudio Mascagni

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