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Il ramo del lago di Como incanta Fabregas

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Storia quotidiana di un cronista di Latina, tifoso dei nerazzurri, costretto a seguire il Frosinone calcio nel campionato di serie B.

Sotto il ramo del lago di Como s’è celebrato un matrimonio anomalo: quello tra il Como, che veleggia in serie B in modo anonimo, e Cesc Fabregas, campione della terra di mezzo che ha vinto due Europei e un Mondiale con la Spagna dei miracoli, tacendo dei trofei mietuti con le squadre di club (Arsenal, Chelsea, Barcellona). Certo, se andiamo a scorgere la rosa dei lariani restiamo un po’ sorpresi, non ce ne voglia nemmeno l’attuale mister ma per Cesc passare da Del Bosque a Giacomo Gattuso, una vita sull’asse Novara-Como, dev’essere un bagno d’umiltà che fa rima con realtà. Ma perché Fabregas è andato al Como, e magari perché no al Monza? Cioè, perché ha scelto un’anonima serie B a una serie A che seppure di retrovia ma sempre massima serie è? Questa è una delle domande che ci poniamo. Forse è anche un po’ debole che la proprietà del Como è la miliardaria SENT Entertainment, guidata da una delle famiglie più ricche d’Indonesia, gli Hartono, che possiede un impero da 40,2 miliardi di dollari. E la questione soldi forse non è nemmeno la più gettonata, considerato che in serie B vige il tetto salariale, e che quindi lo stipendio deve essere adeguato al fatturato societario. Ancora, dicono che voglia fare l’allenatore e di voler cominciare in Italia: una risposta che fa acqua, perché Fabregas nella sua carriera ha giocato in Inghilterra, Spagna e l’ultima veloce parentesi a Monaco, in Francia. Che Fabregas si sia innamorato di Cernobbio e i suoi villaggi gemelli, che lì spuntano e affiorano tra le rocce prima di specchiarsi su un lago meraviglioso? Questa sarebbe una spiegazione più plausibile.

4 Agosto
Autore
Gian Luca Campagna

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