Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com
Loader

Lunga vita al rock nella sua Giornata mondiale

live-music-2219036_1920.jpg

Il 13 luglio si celebra il rock dopo i concertoni del Live Aid. La musica riscalda i cuori anche delle province di Latina e Frosinone

Dio salvi il rock. E i suoi concerti, verrebbe da dire. Oggi, 13 luglio, è la Giornata mondiale del rock, sancita proprio in virtù di un atto di solidarietà, quando il cantante Bob Geldof creò nel 1985 il Live Aid, il grande spettacolo del rock durato 16 ore a Londra e Filadelfia, visto in diretta da 72mila e 90mila persone, più in tv da oltre due miliardi e mezzo di telespettatori, raccogliendo qualcosa come 250 milioni di dollari. Sì, avete letto bene: in quella giornata si celebrarono due concerti, uno a Wembley, fino ad allora regno incontrastato del football, e l’altro al JFK di Filadelfia, in nome del rock che si era intestardito nel contrastare la fame nel mondo, in particolare in Etiopia, colpita da una carestia senza precedenti. Chi oggi ha rughe e capelli bianchi si ricorderà quell’evento straordinario che in un colpo solo riuniva artisti come Brian Ferry, Elton John, Sting, Sade, Queen, Dire Straits, David Bowie, U2, The Who, Bob Dylan, Duran Duran, Eric Clipton, Madonna, Mick Jagger, più un incredibile Phil Collins, che dimostrò di possedere il dono dell’ubiquità, avendo partecipato prima al concertone di Londra per poi volare negli States, atterrando dopo solo tre ore di volo a Filadelfia per potersi esibire.

Ricordare come è nata la Giornata mondiale del rock ci aiuta a guardare al futuro in maniera più consapevole, quasi in faccia, dritto negli occhi. Certo, viviamo momenti fragili, ma la musica ci aiuta a superare le asperità di un’emergenza senza precedenti a livello mondiale. La gente ha voglia più che mai di evadere e socializzare, contrastare il Covid 19 e tutte le sue varianti a colpi di rhytm and blues con ogni sua declinazione. Lo testimoniano il concerto dei Maneskin al Circo Massimo in Roma appena 24 ore fa, con 70mila fan a inneggiare il loro rock duro che spazia dai conflitti interiori ai risvolti sociali (il ’fuck Putin’ ormai risuona come un ritornello, decisamente anche meglio della fonetica in corsiiiviii, che pare più un esercizio per imbecilli in cerca d’identità piuttosto che una tendenza verbale). E così anche le province cercano di organizzarsi, di cantare (meglio, urlare) che ‘ti/ci passa’, per allontanare un virus con cui l’umanità deve convivere, al pari di altre malattie che sono state debellate.

Guardiamo al Lazio Sud. La provincia di Frosinone alza le barricate e i decibel con il chitarrista Stef Burns a Cassino (22 luglio) ma osservando le terre ciociare non si scorgono altre novità di rilievo. Ed è un peccato. La provincia di Latina in cui per anni ha furoreggiato il rock tra pianura e collina ha alzato bandiera bianca, tranne rare eccezioni. Dopo il forfait di edizioni storiche come il Pontina Rock & Blues Festival (venti edizioni, dallo ‘spaziale’ 1999) o il Roccalling a Roccagorga (15 edizioni, anche per band emergenti), che hanno ceduto alla paura dell’emergenza sanitaria, si registrano in questa bollente estate 2022 le defezioni di due importanti rassegne che avevano scalato le classifiche di eventi del centrosud d’Italia: peccato che dopo tre edizioni, anche in piena pandemia, la rassegna rock di Priverno nella suggestiva area archeologica abbassi lei le difese immunitarie, al pari  di Roccasecca dei Volsci, che per morfologia del terreno con l’evento Pop on the Rocks sarebbe potuta diventare nel tempo la Woodstock italiana.

Però, ecco che il tentativo di osare, resistere e rilanciare la vita tramite la musica ha rockeggianti sacche di resistenza in provincia pontina: dopo il revival Fra’ Diavolo a Itri, ecco apparire grazie alla buona volontà (e visione) degli organizzatori locali il festival di Borgo Montenero (a breve, dal 30 luglio al 1° agosto), il borgo d’architettura razionalista alle porte della civettuola San Felice Circeo: saranno tre giorni con il chitarrista e cantautore Federico Poggipollini, noto anche come Capitan Fede, anima della rock band di Ligabue, seguito dal chitarrista e compositore Vince Pastano, che dopo Luca Carboni è approdato alla corte di Vasco, per terminare con la serata della tribute band dei Maneskin, ormai icona del rock griffato Italia. Ma non è finita qui: infatti alle porte di Terracina, un altro borgo fondato con la bonifica idraulica delle paludi Pontine ha dato l’assenso per resistere al Covid e rilanciare a suon di rock la voglia di vivere: giunge così alla seconda edizione il Beer Fest di Borgo Hermada (dal 6 al 14 agosto), dove alla buona musica si uniscono birre artigianali e marche più note, per guardare le stelle, canticchiare note e ricordi e, soprattutto, immaginare un domani migliore. Lunga vita al rock. E a noi.

13 Luglio
Foto: pixabay
Autore
Giada Giacometti

Commenti