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Napoli inguaia la Juve; i bianconeri si perdono contro i fantasmi

Koulibaly decide Napoli-Juventus

La formazione rimaneggiata allestita da Allegri illude, poi però si sgretola e vince la paura

Passino le tante, anzi tantissime attenuanti di formazione e gli episodi fortuiti in negativo che hanno condizionato il risultato, la Juventus quest’anno ha un problema mentale evidente.

Il suo allenatore, Massimiliano Allegri, pur dovendo rinunciare a tutti i sudamericani, a Federico Chiesa e agli infortunati di vecchi corso, contro il Napoli l’aveva messa bene in campo.

Compatta, solida, pronta a ripartire sugli spazi concessi da un avversario che davanti al suo pubblico era pronto a mostrare i muscoli quasi in maniera spavalda.

Dopo il brivido al primo minuto con la conclusione alta sulla traversa di Politano, il match si è effettivamente dipanato come previsto da Max e su un’incertezza di Manolas, dopo dieci minuti Morata ha trovato anche il guizzo per portare la Signora in vantaggio.

Un vantaggio portato fino all’intervallo senza neanche troppi patemi considerando che Szczesny neanche ha dovuto fare alcuno straordinario.

Nella ripresa però, invece che prendere coraggio, gli undici messi in campo da Allegri sono sembrati perdere lucidità e convinzione.

E quanto proprio Szczesny, su un tiro da fuori di Insigne non irresistibile, si è lasciato sfuggire dalle mani il pallone che è stato spedito in rete per l’1-1 di Politano, il match è cambiato di botto.

La Juventus è uscita praticamente dal campo perché gli undici sul terreno di gioco del Maradona hanno cominciato a giocare una nuova partita;

una partita che non si giocava più sul rettangolo verde, ma nelle loro teste.

La Juve non ripartiva più, non riusciva più a spezzare la pressione del Napoli che pure di occasioni e spazi ne lasciava.

E così, quando Kean, subentrato da poco con la speranza che un suo guizzo potesse ribaltare l’inerzia del match, su corner contro, di testa ha chiamato in causa il suo portiere che è riuscito a salvare a stento, senza però allontanare, sui piedi di Koulibaly che ha fatto 2-1, è sembrato a tutti l’epilogo più naturale.

Senza più lottare, passivamente, come un tizio terrorizzato che assiste passivamente a ciò che gli accade davanti agli occhi senza neanche provare a metterci un freno. 

12 Settembre
Autore
Luca Morazzano

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